«Si avvicinarono a Gesù i discepoli e gli dissero: “Perché a loro parli con parabole?”. Egli rispose loro: “Perché a voi è dato conoscere i misteri del regno dei cieli, ma a loro non è dato”». «Gesù congedò la folla ed entrò in casa; i suoi discepoli gli si avvicinarono per dirgli: “Spiegaci la parabola della zizzania nel campo”. Ed egli rispose…» (Mt 13,36-37).
Il testo evangelico mostra come le parabole non siano state raccontate da Gesù per venire incontro ai semplici, non sono state pensate per trovare un linguaggio più comprensibile utilizzando esempi della vita di tutti i giorni. Esse al contrario non possono essere capite da soli e richiedono spiegazioni: gli stessi apostoli le debbono approfondire.
La parabola del seminatore, come quella della zizzania, richiedono che si faccia un passo avanti per venire ad un contatto più diretto con Gesù. A lui bisogna chiedere del significato delle parabole.
Ed è questa la via per diventare discepoli del Signore: stare vicino a lui e chiedergli. Tanti ascoltano e si allontanano, senza che le parabole siano diventate per loro l’occasione per stare con il Signore.
Questo è il motivo per il quale Gesù parla in parabole. Egli è la presenza di Dio, è il regno ormai vicino, ma l’uomo deve rispondere con la propria libertà a questa venuta ed avvicinarsi.