La VIGNA amata dal Signore (1L) rappresenta ciascuno di noi e il
popolo di Dio in generale.
La prima dimensione da sottolineare è, con Isaia, la passione
che Dio ha per la sua vigna: amata, vezzeggiata, curata. Non perde occasione
per mostrare il suo attaccamento amoroso nei confronti della sua creatura: “che
potevo fare di più per te che io non abbia fatto?”. Che mostra ben poca
gratitudine e corrisponde a tale amore con insofferenza e violenza.
Il padrone si aspettava un raccolto abbondante: il frutto della
giustizia, della rettitudine, della solidarietà. Si ritrova invece uva
inselvatichita: grida di oppressi, sangue e ingiustizia.
E’ chiaro il riferimento immediato di Gesù: parla ai capi del
popolo, ai responsabili religiosi. Hanno preteso di farsi padroni di ciò che
non è loro, ma è di Dio. Hanno disprezzato, fatto violenza, ucciso coloro che
il Padrone ha, negli anni, mandato loro come suo rappresentante (vedi
soprattutto i profeti). Ora si preparano ad uccidere il Figlio stesso del
Padrone (ovvero Gesù, che sta anticipando gli eventi che lo porteranno alla
morte di croce) pensando di diventare così unici eredi della vigna.
