Lidia Maggi

La narrazione evangelica non teme di riferire di un incontro che ha aiutato il Messia a mettere a fuoco, con maggior chiarezza, la sua stessa vocazione. Certo, viene ricordata insieme la fatica di quel dialogo, segnato da irrigidimenti e incomprensioni; tuttavia, il lettore vi scorgerà l'attestazione di un autentico confronto, dove gli interlocutori, e Gesù per primo, si mettono in gioco fino in fondo e ne escono radicalmente cambiati.
Non viene, invece, ricordato il nome di quella donna straniera, greca e pagana che, mossa da un incrollabile amore materno, osò presentarsi davanti al Figlio di Davide. Ma la sua fede indomabile, la sua fermezza, l'intelligenza con cui seppe tener testa al Messia, saranno per tutti «evangelo».
Non viene, invece, ricordato il nome di quella donna straniera, greca e pagana che, mossa da un incrollabile amore materno, osò presentarsi davanti al Figlio di Davide. Ma la sua fede indomabile, la sua fermezza, l'intelligenza con cui seppe tener testa al Messia, saranno per tutti «evangelo».




